NON LA SOLITA PIADINA

Non mi vogliano male gli amici romagnoli, ma ecco una versione di piadina invernale e come sempre attentamente bilanciata.

PIADINA: fonte di carboidrati. Ormai si trovano di tutti i tipi e di tutte le farine, ma la solfa è la stessa, è il pane piatto da farcire. In Italia c’è la piadina, ma fossi in Grecia sarebbe la pita, in Francia la crepes, in Messico la tortilla, in India il chapati ed in Marocco il batbout. Molto comoda già confezionata, ma a casa si prepara facilmente in poco tempo, mischiando semplici ingredienti (farina, sale, acqua, olio o strutto), a cui si possono aggiungere anche aromi particolari per conferire un colore e un sapore alternativo (es. spezie, carota grattugiata, semi ridotti in polvere). Anche se si usa quella confezionata un giro in padella su entrambi i lati va fatto, per renderla più fragrante e caldina.

UOVO: fonte di proteine. Una valida alternativa ai classici prosciutto e squacquerone. Si cuoce velocissimamente e può essere preparato all’occhio di bue, strapazzato o in frittata; volendo si possono aggiungere aromi mentre lo si cuoce: oltre ai classici sale e pepe, anche erbe aromatiche fresche o secche, verdura tagliata molto fine…

CAVOLO CAPPUCCIO: verdura. Tempo invernale, torna la grande famiglia dei cavoli. Come ripieno della piadina vale la pena scottarlo in padella con un goccio di olio e qualche aroma (pepe, limone, spezie) per ammorbidirlo. Volendo si possono mischiare anche diverse varietà di cavolo o più ortaggi. Attenzione a non disporlo sulla piadina quando è ancora molto umido.

Sebbene questo si un piatto veloce, che spesso si mangia con le mani e talvolta anche in piedi, cerchiamo di dedicare il giusto tempo al pasto, apparecchiando la tavola, masticando adeguatamente e gustando un boccone per volta. Essendo una fonte di carboidrati un po’ più condita rispetto ad altre (cereali in chicco, pasta, patate, pane semplice…), è bene limitare la piadina a frequenze occasionali.