Alimenti surgelati, sì o no?

In occasione del Frozen Food Day, oggi 6 marzo, ecco alcune indicazioni per gestire questa categoria di prodotti. Ci sono infatti numerosi vantaggi nel comprare gli alimenti che troviamo surgelati sugli scaffali del supermercato, ma non bisogna dimenticare alcune accortezze.

La surgelazione è un processo industriale che porta la temperatura interna dagli alimenti a -18°C in brevissimo tempo. Si differenzia dal congelamento (che può essere effettuato a livello casalingo) proprio per le tempistiche con cui le temperature vengono abbattute.

Questo rapido processo permette una buona conservazione degli alimenti, bloccando l’attività dei batteri che ne provocano la decomposizione e rendendo così prodotto igienicamente sicuro.

Dal punto di vista nutrizionale, se questo processo viene fatto sull’alimento appena colto (nel caso dei vegetali), pescato o macellato (nel caso dei tagli animali), si ha un mantenimento quasi totale delle proprietà nutritive, in particolare vitamine e minerali.

Una volta decongelati in modo corretto (ovvero passando dal freezer a frigorifero oppure sotto acqua corrente), gli alimenti riescono a mantenere gli originari colore, sapore e odore.

Gli alimenti surgelati sono utili perché possono essere consumati anche fuori stagione: un classico esempio sono i frutti di bosco in inverno.

Infine, se surgelati in monoporzioni (ho in mente i cubotti di spinaci), hanno il vantaggio di essere cucinati nelle dosi corrette, evitando eccessi e sprechi.

E’ però essenziale fare alcune considerazioni:

Innanzitutto, bisogna accertarsi che il pacchetto del prodotto comprato surgelato sia in buone condizioni e non presenti “brina”, altrimenti significa che ha subito una fase di parziale o totale decongelamento e successiva ri-surgelazione, cosa non sicura igienicamente.

Una volta decongelato il prodotto non può essere ri-congelato. Pertanto quando li compriamo, tali alimenti vanno subito messi in freezer; quando invece, una volta decongelati non vengono consumati del tutto, prima di ricongelarli devono subire una cottura, oppure vanno conservati in frigo e consumati nel giro di 2-3 giorni.

Tutte queste valutazioni si intendono sugli alimenti surgelati la cui lista degli ingredienti si limiti all’ingrediente che si ha intenzione di comprare (es. filetto di pesce, verdura e frutta, minestrone, legumi…). Se la lista degli ingredienti sulla confezione riporta altre sostanze (ad es. sale, glutammato, altri conservanti o additivi segnalati con la lettera E seguita da un codice), oppure l’alimento in questione è in realtà un alimento composto, che quindi ha già subito un processo di preparazione (es. patatine fritte, cordon bleu, spinacine, pizza…), il discorso è diverso: sarebbero, questi, da limitare, preferendo invece l’utilizzo di alimenti che sono “originari” e vengono trattati e composti a livello casalingo.

Gli alimenti surgelati, pur con tutti i vantaggi che offrono, sono comunque da ritenere una seconda scelta rispetto agli ortaggi freschi coltivati con metodi naturali, o al pesce fresco di piccola pezzatura. Un’alimentazione esclusivamente a base di prodotti surgelati rischia di essere monotona!