La disgrafia e la disortografia rientrano entrambe all’interno dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, ed entrambe riguardano la scrittura, seppur in modo differente.

La disortografia è il disturbo specifico della scrittura a livello ortografico, interessa la codifica della parola in forma scritta.
Il bambino disortografico ha un Quoziente Intellettivo nella norma, e commette errori nella scrittura di frasi e/o parole (reali o inventate).
Gli errori possono essere classificati come:
– Fonologici, se interessano i suoni che compongono le parole (ad esempio: fento per vento, dopo per topo, para per paura…);
– Non fonologici, se interessano la scrittura della parola nel contesto della frase (ad esempio: verbo avere senza H, uso dell’apostrofo, omissione di parole…);
– Di altro tipo, se interessano le doppie e gli accenti (ad esempio: pala per palla, citta per città…).

La disgrafia è il disturbo dei realizzazione grafica della scrittura.
I bambini disgrafici hanno un Quoziente Intellettivo nella norma, e una grafia caratterizzata generalmente da:
– Variabilità nel tempo e nello spazio;
– Mancata continuità della fluenza del tratto;
– Difficoltà nella regolazione della forza e della pressione utilizzate per scrivere;
– Difficoltà nell’inibire movimenti involontari;
– Scarsa coordinazione fino-motoria.
Visivamente, la scrittura di questi bambini può apparire eccessivamente lenta o precipitosa, molto piccola (micrografia) o molto grande (macrografia), con scarsità o eccesso di spazio tra lettere e/o tra parole, con i grafemi scollegati tra loro e/o con una pressione sul foglio difficilmente modulata.
Spesso i bambini lamentano dolore dopo un tempo variabile di lavoro.

Sia la disgrafia che la disortografia vengono diagnosticate a partire dalla fine della II classe della scuola primaria.