Lo spuntino è un pasto importante quasi quanto colazione, pranzo e cena.

Dividere la giornata in più pasti, piccoli e frequenti, inserendo almeno uno spuntino o merenda, permette di distribuire le energie che forniamo al corpo in tutta la giornata, evitando “carichi” laddove non ne abbiamo bisogno e cali che ci espongono a un maggior rischio di spizzicare, se non addirittura abbuffare, alimenti molto calorici ma poco nutrienti (le classiche golosità del tardo pomeriggio, come patatine, arachidi, grana, taralli…).

Lo spuntino non andrebbe comunque consumato a meno di 2-3 ore dal pasto precedente, né dal pasto successivo, e dovrebbe limitarsi a un piccolo pasto, senza sfociare in un vero e proprio banchetto.

Un esempio di uno spuntino strutturato sono i cracker: semplici da consumare, si possono tenere in borsa e nel cassetto in ufficio, pronti all’occorrenza. Per quanto comodi e nutrizionalmente validi, i cracker che troviamo al supermercato sono spesso molto salati o preparati con farine raffinate, in cui talvolta vengono aggiunti addensanti per renderle più utilizzabili (ad es. il famoso glutine di cui si parla tanto, è utilizzato per rendere le farine industriali più “collanti”, proprio perché ha questa caratteristica: i prodotti da forno confezionati contengono quindi più glutine rispetto al grano di frumento nella sua forma originaria, ed è per questo che molte persone si trovano a combattere con quella che è una maggior sensibilità al glutine), aromi sintetici e lieviti di bassa qualità.

Preparare i cracker a casa invece è un processo veloce, 15 minuti tra preparazione degli ingredienti e impasto ed altri 15-20 in forno. Si possono fare stock abbondanti, da conservare in contenitori ermetici per gli spuntini dei giorni successivi. Se preparati a casa, si possono scegliere le farine meno raffinate, la quantità di sale, l’aromatizzazione preferita e persino la porzione, cosa non banale: i pacchetti monoporzione di cracker sono ormai sempre più grandi (anche 40-45 grammi, rispetto ai 25 di qualche anno fa), è l’industria a decidere la porzione che invece dovrebbe essere arbitrio di ciascuno, in base alle proprie necessità.

Non da ultimo, il discorso ambientale: quanta plastica viene utilizzata per un solo pacco di cracker, considerato l’involucro di ciascun pacchetto monoporzione e quello del pacco generale?

I cracker di lunedì sono stati fatti con:

  • esuberi di licoli, la pasta madre in forma liquida
  • farina di segale proveniente dal campo di Madone (BG) della nostra CSA, ha subito minimi processi produttivi ed è cresciuta senza utilizzo di agenti chimici; è alternativa alla farina di grano, con un minor indice glicemico ed un più elevato contenuto vitaminico
  • curcuma, per eccellenza la spezia “antinfiammatoria”, accende di colore e brillantezza, senza alterare troppo il sapore, essendo un aroma delicato
  • sale ed olio extravergine di oliva

20 minuti in forno a 180°C e la magia è fatta!